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21 marzo 2009

SABATO 21 MARZO - VENEZIA - MANIFESTAZIONE REGIONALE- LA PRIMAVERA DELLA SCUOLA MANI>FESTA -


Bellissima manifestazione sabato pomeriggio a Venezia.

I comitati per la buona scuola del Veneto, genitori ed insegnanti, avevano indetto una manifestazione regionale per ribadire il vero e proprio referendum rappresentato dalle preiscrizioni per la scuola primaria scadute il 28 febbraio.
Ben il 98% di genitori del Veneto ha scelto il tempo pieno e il tempo lungo, bocciando le 24 ore con il maestro unico.
Ieri un migliaio tra genitori ed insegnanti ha marciato dalla Stazione FF.SS fino a c.po San Geremia - sede regionale RAI - e ha presidiato il campo con musica , giochi, materiale informativo contro la manovra gelmini/tremonti, contro il maestro unico. Ben 30.000 i moduli alternativi raccolti nel Veneto dalla segreterie della buona scuola.

I precari della scuola presenti alla manifestazione hanno distribuito il volantino qui sotto.



------------------------------------VOLANTINO PRECARI ----------------------------------

Manovra Tremonti /Gelmini sulla scuola:
131.900 licenziamenti in tre anni,
in cinque anni quasi 200.000 docenti e ata licenziati!

I tagli previsti nei prossimi anni al personale della scuola pubblica, rappresentano il più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica Italiana.


Decine di migliaia di precari, ai quali scadrà il contratto a tempo determinato il prossimo 30 giugno o 31 agosto, e che non saranno riassunti all´inizio del prossimo anno scolastico, non potranno neppure rivendicare lo status di licenziato, di disoccupato e saranno destinati all´invisibilità.
Nel Veneto è previsto per il prossimo anno un aumento di circa 7.000 alunni.
Abbiamo assistito inoltre ad un vero e proprio plebiscito, - addirittura il 98% - da parte delle famiglie nel richiedere, al momento delle prescrizioni alla scuola primaria, il tempo lungo e il tempo pieno, escludendo le 24 ore con il maestro unico della Gelmini. Famiglie che ora attendono un organico di docenti e A.T.A. adeguato per un buon tempo scuola.
Di fronte a questo, il piano Tremonti - Gelmini della Legge 133 prevede per il Veneto (solo per il prossimo a.s., ma i tagli continueranno anche negli anni successivi) un taglio di circa 3.500/4.000 docenti, oltre a ben il 17% in meno, in tre anni, del personale A.T.A..

I precari della scuola devono alzare la testa!

Il sistema d´istruzione, in questi anni, ha funzionato per il loro lavoro ed ora la Gelmini intende smantellare la scuola pubblica, riducendo orari, togliendo materie, ritornando alla "maestra unica", aumentando in modo spropositato e contro tutte le norme sull´edilizia scolastica e la sicurezza, il numero di allievi per classe, per espellere definitivamente dalla scuola e dal mondo del lavoro, migliaia e migliaia di docenti e ata, anche dopo decenni di servizio e concorsi superati.
L´ex ministro Fioroni (PD), responsabile comunque dei tagli degli anni scorsi, ha presentato al Parlamento una proposta per una indennità di disoccupazione speciale rivolta ai precari della scuola: una sorta di elemosina per coloro che resteranno fuori dalle nomine del prossimo anno, avendo lavorato quest´anno per almeno 180 giorni.
Già alcuni sindacati pare siano disponibili a trattare su questa ipotesi.
Nessuno deve trattare sulla nostra testa!
La scuola non è una fabbrica in crisi, non è un´azienda che non riesce a vendere le proprie merci ed è costretta a produrre di meno, eliminando parte della propria forza-lavoro con licenziamenti e cassa integrazione.
La Scuola anzi presenta un aumento di iscrizioni ed un aumento di domanda sociale di istruzione e formazione, proprio per uscire dalla crisi.
Vogliono espellere i precari, smantellando la scuola pubblica.

TUTTO PER FARE CASSA CON TAGLI PER 8 MILIARDI ALLA SPESA PER L´ISTRUZIONE.
MILIARDI DI EURO DA VERSARE A BANCHE ED IMPRESE RESPONSABILI DELLA CRISI ECONOMICA GLOBALE

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!


RETE ORGANIZZATA DOCENTI E ATA PRECARI del Veneto
Venezia, 21 marzo 2009


Alla manifestazione hanno partecipato i rappresentanti dei Comitati dei genitori e degli insegnanti delle scuole di Spinea






11 marzo 2009

LA PRIMAVERA DELLA SCUOLA MANI-FESTA


MANIFESTAZIONE


REGIONALE




SABATO 21 marzo 2009


da tutto il Veneto


prendiamo un treno per


VENEZIA


la PRIMAVERA della SCUOLA

MANI>FESTA


ritrovo nel piazzale della stazione di Venezia S.L.

dalle 15.45 alle 16.15

tutti insieme andremo all’Ufficio Scolastico Regionale !


Si toglie, si taglia alla scuola pubblica. Noi non ci stiamo!

Costruiamo tutti insieme un serpentone colorato, una manifestazione e una festa

Consegneremo all’Ufficio Scolastico Regionale i moduli con le firme per una “Buona Scuola” raccolti dai comitati in questi mesi di mobilitazione

in tante scuole di tutto il Veneto.

Per dire che siamo indignati perché, a casa nostra, risparmiamo prima sulle cose superflue, poi sulle cose necessarie … e mai sul futuro dei nostri figli. Per ribadire che i provvedimenti del governo sono uno svuotamento culturale e pedagogico della scuola pubblica, finalizzati unicamente ad un miope risparmio. La scuola che andava bene 30 anni fa non regge alle sfide e alle complessità di oggi!

Non portiamo bandiere o simboli di partito, sindacati, organizzazioni.

Partecipiamo con gli striscioni, i colori e i cartelli dei comitati.

Prepariamo e portiamo uno scambio di merende,

strumenti musicali e sonori!
Clown, animazioni, laboratori per tutti in Campo S. Geremia!

Portiamo palloncini colorati:

faremo volare la nostra determinazione per una scuola pubblica di qualità

Ritrovo in stazione a Padova: dalle 14.15 alle 14.30->Partenza del treno: 14:37


Comincia la fase due,

inizia in tutta Italia la campagna di primavera!

Oggi sappiamo che le 24 e le 27 ore sono state bocciate da oltre il 90% dei genitori!
Adesso vogliamo gli organici per le 30 e le 40 ore!

L’abbiamo sempre affermato con forza e oggi continuiamo a ribadirlo.

Non è una questione di "5 ore in più" di organico settimanale per salvaguardare il “tempo-lungo” e il servizio mensa, non c'è un "particolare modello veneto" di scuola da difendere!


E' la salvaguardia della qualità formativa, il mantenimento dei laboratori, della pluralità docente, delle compresenze, del tempo-scuola disteso per proporre i tanti alfabeti e linguaggi disciplinari.


E’ questa la scuola che guarda al futuro, dove le risorse, finanziarie e umane, devono garantire ciò che le famiglie italiane hanno scelto e di cui le scuole hanno bisogno:

una scuola lunga (30 e 40 ore) e di qualità, di tutti e per tutti !!!
Non esiste il nesso “più tagli = maggiore qualità”

La scuola che andava bene 30 anni fa non regge alle sfide e alle complessità di oggi!

12 febbraio 2009

DELIBERA DEL CONSIGLIO DEL PRIMO CIRCOLO DIDATTICO DI SPINEA


Il giorno 3 Febbraio 2009 si è riunito il consiglio di circolo del primo Circolo Didattico di Spinea. Per volontà unanime dei rappresentanti degli insegnanti e dei genitori è stata inserita al primo punto dell’ordine del giorno la discussione su quanto potrà succedere nella scuola con l’applicazione del regolamento conseguente alla cosiddetta riforma “Gelmini”.
Nel corso della discussione è emerso come la scuola, per effetto del decreto e della sua applicazione, verrà svuotata delle proprie qualità e specificità con grave danno per i piccoli utenti.
Essendo attualmente in corso il periodo per le iscrizioni, visto il momento di grande confusione, è stato deciso di convocare degli incontri in ogni scuola del circolo per informare i genitori dei possibili cambiamenti legati alla riforma.
La perdita delle compresenze delle maestre è uno degli aspetti che maggiormente modifica la scuola così come è svolta attualmente.
Poiché è stato da tutti riconosciuto come valido il modello che veniva offerto prima della riforma, è’ stato quindi proposto di chiedere ai genitori di sottoscrivere una nota dove viene richiesto che la scuola elementare dei propri figli continui ad essere organizzata e offerta nello stesso modo, sia per le classi prime che per le classi successive.
La preoccupazione e il disappunto degli insegnanti devono essere colti come l’unico giudizio autorevole di cui fidarsi in un’epoca fatta di slogan e disinformazione.
Si consiglia a tutti i genitori di parlare e consigliarsi con i maestri e le maestre.
Si allega il testo della delibera votata all’unanimità.



Delibera del Consiglio di Istituto del 3 Febbraio 2009

Al Ministro dell’Istruzione On. Gelmini
Al Dirigente Scolastico regionale Dott.ssa Palumbo
Al Sindaco e alla Giunta del Comune di Spinea
Alle Organizzazioni sindacali CISL, UIL , CGIL, SNALS,
GILDA, COBAS
AL Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione

Il Consiglio d’istituto del 1° Circolo Didattico di Spinea

CONSIDERATO

che con la Legge 169/2008 e con la Legge 133/2008 (art. 64):
• non viene annullato il DP.R. 275/1999;
• non vengono abrogati i percorsi fonnativi realizzati con il “Tempo Modulate” ed il “Tempo Pieno”, adottati nei P.O.F. 2008/09;
• non viene abrogata la L. 176/07, che riconosce il modello educativo e didattico del “Tempo Pieno”;
VISTO
il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle
istituzioni scolastiche, ai sensi dell’art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59” che riporta:
all’Art. 1, comma 2: “L’autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione eistmzione mirati nilt sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coivvoifi, al fine di garantire ii loro successo formativo,coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento”;
all'Art. 3, comma 1: “Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell’offerta formativa. Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro aulonomia”;
all’Art. 4, comma 2: “Nell’esercizio dell’autonomia didattica le istituzioni scolastiche regolano i tempi dell’insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni. A tal fine le istituzioni scolastiche possono adottare tutte le forme di flessibilità che ritengono opportune...”;

CONSIDERATO

che debbano continuate ad essere garantiti: e un tempo scuola che non solo venga incontro alle esigenze lavorative delle famiglie, ma anche ai tempi e alle modalità di apprendimento dei bambini, che garantisca la possibilità di rielaborare le esperienze e le conoscenze acquisite in forma consapevole e duratura;
e la qualità della didattica attraverso la valorizzazione delle competenze nei diversi ambiti disciplinari maturate dai docenti;
e la collegialità dell’azione didattica ed educativa basata sulla collaborazione, sulla programmazione collegiale e sul confronto fra docenti;
e la possibilità di usufruire di ore di compresenza per realizzare percorsi individualizzato rivolti ai bambini in difficoltà di apprendimento, per alfabetizzare gli alunni stranieri, per effettuare visite didattiche sul territorio, per svolgere attività di laboratorio;

DEL IBERA

e di continuare a proporre alle famiglie, che iscriveranno i propri figli alle classi PRIME dell’istituto per l’a.s, 2009/10, i modelli organizzativi tuttora vigenti (Modulo di 30 ore + 2 di mensa con ore di com presenza e Tempo Pieno di 40 ore con 4 ore di compresenze nella scuola primaria, 40 ore settimanali nella Scuola dell’Infanzia), in grado, secondo il Consiglio d’Istituto, di garantire le opportunità didattiche educative esplicitate nel P.O.F.
e di organizzare per la prossima settimana incontri per informare le famiglie sui reali cambiamenti negativi della riforma in tutte le classi della scuola;
o di presentare i modelli da far sottoscrivere a tutti i genitori per l’espressione della loro volontà.
Infine, il Consiglio d’Istituto si impegna a supportare la richiesta dell’organico necessario ad attuare i modelli organizzativi e didattici indicati ed eventualmente la loro piena e qualificata estensione.


3/2/2009

09 gennaio 2009

incontro con il prof Guido Petter sull'educazione alla cittadinanza


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movimento di cooperazione educativa

www.mce-fimem.it

Gruppo territoriale“Quintilio Marini

via G. Ciardi 4 - 30174 Mestre Ve- t. 041.952362- mceve@libero.it

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EDUCARE ALLA CITTADINANZA

La scuola, il diritto all’istruzione, la Costituzione

Prof. Guido Petter

prof. emerito di Psicologia dello sviluppo

Facoltà di Psicologia dell’Università degli studi di Padova


Proiezione dell’intervista al maestro Alberto Manzi

NON È ancora TROPPO TARDI

Alfabetizzare per partecipare

A cura di Giancarlo Cavinato

Dirigente scolastico M.C.E.

Nel corso dell’incontro verranno presentate le proposte

per il con-corso PAROLE BAMBINE.

La Costituzione riscritta dai Bambini

MARTEDì 20 GENNAIO 2008- Ore 16.30

Sala multimediale Servizi Educativi

Via Pio X, 4 - Mestre Venezia


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movimento di cooperazione educativa

www.mce-fimem.it

Gruppo territoriale“Quintilio Marini

via G. Ciardi 4 - 30174 Mestre Ve- t. 041.952362- mceve@libero.it

Il gruppo MCE di Mestre avvia, presso la sede di via Ciardi, un servizio di consulenza per educatori e insegnanti, operatori della scuola di base, allo scopo di offrire uno spazio di dialogo, di confronto e, ove possibile, di aiuto per quanto riguarda:

  • i problemi connessi all'organizzazione della classe per migliorare le relazioni
  • l'organizzazione di situazioni e attività volte a migliorare il 'clima di classe'
  • l'organizzazione e il reperimento di materiali utili all'avvio di percorsi didattici
  • l'organizzazione di percorsi didattici, o la loro verifica o ristrutturazione in itinere
  • contatti con strutture del territorio per collaborazioni

Consulenza pedagogico-didattica per insegnanti del primo ciclo della scuola di base

(Infanzia, primaria, secondaria di primo grado)

S C U O L A A M I C A

ogni lunedì dalle ore 16 alle 19 - Il giovedì su appuntamento - tel. 041.952362

Il servizio di consulenza sarà offerto da insegnanti che operano o hanno operato nella scuola sulla base: degli spunti offerti dalla pedagogia Freinet e dalle elaborazioni sviluppate dal Movimento di Cooperazione Educativa e dell' esperienza accumulata 'sul campo'

Aree di consulenza educativo-didattica

    • l’area linguistico –espressiva
    • l’area storico-geografico-antropologica
    • l’area logico-matematica

Integrazione scolastica

    • per alunni diversamente abili o con bisogni educativi speciali
    • per alunni stranieri, migranti, provenienti da altre culture

Una particolare attenzione e uno specifico supporto è rivolto ai progetti che riguardano l’educazione alla cittadinanza attiva,

ai diritti e alla responsabilità.




Educare a sollecitare un pensiero sempre più profondo - dice Manzi - significa «educare a saper ascoltare, a saper discutere, a saper riflettere, a saper vedere, ma anche a saper collegare e scoprire le connessioni tra i concetti», significa saper mettere in relazione e capire le analogie; in una parola: “Educare a pensare”.

Il credo pedagogico di Manzi trova la sua applicazione nel “Far vivere un problema”, percorso dinamico attraverso il quale le fasi di apprendimento da lui progettate articolano la costruzione di una conoscenza significativa impegnando gli studenti nell’acquisizione di abilità e competenze in una operatività continua.

La metodologia che Manzi adotta, si muove lungo un percorso che si articola nella costruzione di una conoscenza significativa, procedendo attraverso fasi di apprendimento:

1. creare una tensione cognitiva;

2. sapere quel che il discente conosce in relazione al problema;

3. discutere in gruppo con il docente (l’insegnante non darà comunque spiegazioni o risposte e accetterà ogni ipotesi);

4. far accumulare esperienze e (capitalizzando le esperienze) formulare concetti;

5. far conoscere ciò che i partecipanti alla discussione hanno scritto o detto (appreso da letture, da trasmissioni televisive e radiofoniche, ecc…);

6. soddisfatto l’interesse per il problema, porre un altro problema che costringa ad un ripensamento totale e che provochi nuove esperienze in modo da ampliare le conoscenze.

Il meccanismo che Manzi induce è quello di sviluppare nello studente il desiderio di arricchire le proprie conoscenze, offrendo occasioni di riflessione affinché impari a pensare in modo autonomo. Aiutarlo a sviluppare nuovi concetti e nuovi linguaggi, non attraverso la ripetizione ma attraverso l’esperienza.

«Deve imparare a scomporre i concetti» sostiene Manzi, «a saper scomporre le esperienze, a saper scomporre i fenomeni nei loro elementi costitutivi per analizzarli, e rimontarli per ampliare le conoscenze».

L’obiettivo del suo agire educativo corre verso lo sviluppo dell’individuo in tutte le sue dimensioni; uno sviluppo che si affianca alla scoperta graduale attraverso il confronto continuo con i propri simili e talvolta aperto sulla realtà sociale, talvolta rappresentata nel gioco o nell’artificio didattico compiuto dall’insegnante.

E’ dunque un percorso di “apprendimento collaborativo”.

Il significato di Educare a pensare, con il quale Manzi costringe un individuo a “vivere un problema” sta nella convinzione secondo la quale un concetto già ‘servito’ al discente e pronto per essere ripetuto in modo automatico è un concetto che Manzi definisce ‘non problematizzato’, è quindi un’esperienza mancata che lo studente non interiorizza e, come tale, incontrandola in situazioni future diverse, non potrà riconoscere e quindi affrontare per risolverla.

Le strategie messe in atto nell’educazione al pensiero offrono proprio quegli strumenti idonei alla formazione di individui pensanti, che si pongano problemi e siano flessibili e sempre pronti al cambiamento. Menti pronte nel mondo del lavoro, eclettiche, abili e sollecite ai continui mutamenti.

In conclusione, «l’educazione al pensiero» soleva dire Manzi «sintetizza gli obiettivi che la scuola dovrebbe porsi: insegnare a saper vedere, a saper discutere, a saper ascoltare, a saper riflettere; cioè insegnare al discente a saper sviluppare il proprio senso critico e a saper decidere nelle situazioni che si presentano nella vita».



18 dicembre 2008

Gelmini: con i decreti attuativi si ferma la marcia indietro

tratto da liberazione del 18/12/2008
Scuola, Flc Cgil:
«Il governo conferma i tagli alle primarie»

«I regolamenti della ministra Gelmini, ormai all'approvazione definitiva da parte del consiglio dei ministri senza alcun confronto, confermano le nostre preoccupazioni sull'attacco feroce portato alla scuola pubblica, in particolare alla primaria». Così denuncia Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil. «I tagli intervengono su tutti i segmenti del sistema formativo, riducendo drasticamente gli organici, ma nella scuola primaria spazzano via tutte le esperienze positive. Le indagini internazionali hanno confermato l'eccellenza dell'attuale modello, fondato sul modulo e sul tempo pieno con compresenze ma, dopo i decreti in via di emanazione, tutto ciò diventerà un pallido ricordo. L'unico obiettivo è quello di fare cassa. Cosa ancora più ignobile se si considera che un governo interviene senza scrupoli su un settore strategico qual è la scuola: vero motore per lo sviluppo civile democratico ed economico di ogni altro paese democratico. Il rinvio degli altri regolamenti ed il ripristino delle 40 ore nella scuola dell'infanzia sono solo il frutto della mobilitazione e degli scioperi di questi mesi. Contrasteremo con decisione le decisioni di queste ore sulla primaria e sui tagli».
18/12/2008

tratto dall'Unità del 18/12/2008

I primi regolamenti applicativi della riforma della scuola hanno avuto il via libera del Consiglio dei Ministri.
E se giovedì scorso sembrava che la Gelmini avesse fatto dietrofront, ora si scopre che lo svuotamento del tempo pieno e il maestro unico (per chi ora fa il "modulo") sono tornati.

Tra le novità contenute nei nuovi regolamenti, anche se rimane scontato l`addio alla didattica nelle primarie attraverso il cosiddetto "modulo" (con tre docenti ogni due classi), il maestro unico diventa poi "facoltativo"; sarà imposto solo se la maggioranza delle famiglie di una classe ne facciano richiesta.

Il modello orario di base dovrebbe in tal caso essere di 27 ore: 24 di didattica normale, più due ore di religione cattolica ed una di inglese.

Ridotta al minimo (non più di due ore al giorno) sarebbe poi la presenza contemporanea di due maestri nella stessa classe e comunque da adottare esclusivamente nei casi di attuazione del tempo pieno (40 ore settimanali).

Stop dunque alle attività extra-curricula, alle gite e ai corsi di recupero.

Per il 2010 poi partirà la riforma delle superiori. Ci saranno due nuovi licei in scienze umane (ex-magistrali) e il musicale e coreutica (danza e musica). In più 3 nuovi indirizzi per il liceo artistico (indirizzi: figurativo, design, new media). Gli istituti tecnici saranno quelli richiesti dal mondo del lavoro. 2 settori e 11 indirizzi: uno economico e l'altro tecnologico. L'economico avrà 2 indirizzi, il tecnologico 9.

Gli istituti tecnici saranno organizzati in 2+2+1 anni. Il primo biennio con un contenuto formativo di base: italiano, matematica, ecc. Il secondo biennio specialistico a seconda degli indirizzi. L'ultimo anno sarà di perfezionamento mirato all'indirizzo scelto.

Le scuole saranno poi sempre più vicine al mondo industriale. Al quinto anno opportunità di svolgere stage in azienda.

Più inglese in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Nelle superiori viene reso obbligatorio per tutti e 5 gli anni.

Le ore di lezione passano da 50 minuti effettivi a 60. Il numero totale delle ore lavorate aumenta di fatto il numero di ore insegnate.

CONTRATTO Altra spaccatura dei sindacati sul contratto. Cisl, Uil, Snals-Confsal e Gilda hanno sottoscritto il rinnovo del contratto della scuola per il biennio economico 2008-09. Si tratta, secondo lo Snals-Confsal, di un «contratto ponte» di un anno che consente, data l'esiguità delle risorse disponibili, di mettere subito nella busta paga del personale della scuola 70 euro medi a dipendente (corrispondenti all'inflazione programmata dal Governo per gli anni
2008 e 2009,cioè pari al 3,2%).

La pensa diversamente la Cgil che non ha firmato. «La Flc Cgil non firma il contratto beffa. Le risorse messe a disposizione sono una miseria e offendono la dignità dei lavoratori della scuola. non ci sono le condizioni per la sottoscrizione dell'ipotesi di contratto relativo al biennio 2008/2009», afferma il segretario Domenico Pantaleo. «Si confermano- aggiunge Pantaleo- le ragioni che avevano portato la cgil a non firmare l'intesa del 30 ottobre con il governo. così non si tutela il potere di acquisto dei salari erosi dalla pressione fiscale e dall'inflazione». Così, conclude Pantaleo, «si umiliano oltre un milione di docenti e ata. Ora, per quel che ci riguarda, la parola passa ai lavoratori con il referendum».
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18 dicembre 2008

14 dicembre 2008

MEZZA RETROMARCIA SUL DECRETO GELMINI


TRATTO DAL MANIFESTO DEL 12 DICEMBRE

BOCCIATA
Scuola, la retromarcia
Maestro unico facoltativo e rinvio di un anno per le nuove norme sulle medie superiori. Al termine di un incontro avuto a palazzo Chigi con i sindacati, il ministro annuncia modifiche al suo piano. Poi prova a dire che nulla è cambiato: «Abolito il modello didattico dei moduli». Esultano Pd, Cisl e Uil, ma Cgil e Cobas frenano: «Che ne sarà dei tagli annunciati?» RIFORMA Il ministro annucia lo slittamento al 2010. Ma resta l'incognita sui precari
Eleonora Martini
ROMA

Con l'acqua alla gola, il governo ha dovuto fare un gesto di distensione. Non certo spaventata da una Roma allagata come fosse Venezia con l'alta marea, ieri la ministra dell'Istruzione Mariastella Gelmini alla vigilia dello sciopero generale ha mostrato di arrendersi davanti alla forza dell'Onda. Almeno a parole, con un atto che politicamente è senza dubbio rilevante. Anzi due atti: l'annuncio che il tanto contestato «maestro unico» alle elementari non sarà obbligatorio ma verrà attivato solo su richiesta delle famiglie (così come già suggerito dalla commissione cultura della camera); e lo slittamento al 2010/2011 della riforma delle scuole medie superiori. È quanto scritto nero su bianco dall'esecutivo sul verbale stilato a conclusione dell'incontro che si è svolto ieri a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Gianni Letta, i ministri Gelmini, Brunetta e Sacconi, i sindacati della scuola (Cgil, Cisl e Uil, Gilda e Snals) e i segretari generali di Uil, Luigi Angeletti, e Cisl, Raffaele Bonanni. Un verbale che servirà da pro memoria per la riunione del Consiglio dei ministri di martedì 16 dicembre che dovrà tradurre gli impegni presi con il sindacato in provvedimenti legislativi.
Una vittoria, dunque, sembrerebbe. Dopo mesi di mobilitazioni, e soprattutto alla vigilia di uno sciopero generale che probabilmente porterà in piazza più di un milione di persone. Però. C'è più di un però, e riguarda i tagli voluti da Tremonti previsti dalla legge 133. Che fine faranno? L'interrogativo sorge spontaneo e non è di poco conto, perché se il ministro dell'Economia non fosse disposto a rimettere in discussione gli 87.400 tagli all'organico del personale docente sarebbe una vittoria di Pirro. Infatti a sera, malgrado il governo si sia impegnato a «costituire un tavolo permanente di confronto per ricercare le possibili soluzioni a tutela del personale precario della scuola», è la stessa ministra Gelmini a dichiarare con toni trionfanti: «Superato alle elementari il cosiddetto modulo». Fa riferimento al modello didattico basato sulle compresenze di maestre, che prevede tre insegnanti ruotare su due classi: «La responsabilità del percorso formativo e didattico nella scuola elementare resta in capo a un unico docente», precisa Gelmini che considera l'accordo come una «proposta che per i suoi contenuti può essere definita storica». «Dopo tanti anni di discussione, verrà portata in Consiglio dei ministri martedì prossimo una riorganizzazione organica dell'offerta formativa della scuola italiana», ha annunciato ieri a fine incontro. E ancora: «Questo modello didattico che supera l'organizzazione del modulo - aggiunge Gelmini - può essere declinato con l'opzione a 24 ore nel caso in cui il docente sia in grado di insegnare tutte le materie previste e quindi anche l'inglese, oppure a 27 ore con l'utilizzo di tre ore aggiuntive per l'insegnante di inglese e di religione, e in ogni caso non ci sarà compresenza in classe. Le famiglie potranno scegliere tra 24, 27 e 30 ore di lezione settimanali oppure il tempo pieno di 40 ore. Con l'eliminazione delle compresenze ci saranno più classi che faranno tempo pieno».
Insomma, «un gran pasticcio, messo su solo per sollevare tanto fumo», almeno secondo Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas, che comunque incassa il successo di «un movimento unitario, dalla materna all'università, che ha costretto il governo ad una mezza marcia indietro». Un pasticcio perché sembrerebbe che il governo lasci aperte tutte le possibilità, ma in realtà garantisce il tempo di 40 ore solo nelle scuole d'infanzia. Alle elementari, invece, «nelle classi funzionanti a tempo pieno saranno assegnati due docenti per classe», si legge in un resoconto per punti del verbale. Un passo avanti, invece, è la decisione di congelare l'incremento del numero di alunni per classe, e altrettanto ben accolta da tutti la promessa del governo di tutelare «il rapporto di un docente ogni due alunni disabili».
Ma molti, Cobas compresi, mettono in guardia anche rispetto alla riforma dei licei e degli istituti tecnici che, per quanto rinviata al 2010/2011, prevede una riduzione dell'orario scolastico, tagli agli ordinamenti che porteranno da 39 a 11 gli indirizzi degli istituti tecnici, e ridimensionamento del numero dei docenti. E la Cgil fa notare che almeno sulle primarie «rimangono alcune ambiguità» perché, come spiega il segretario di Flc-Cgil Mimmo Pantaleo, «sono state recepite alcune rivendicazioni sindacali ma non viene cambiato totalmente l'impianto della manovra». Cisl e Uil invece esultano e Massimo Di Menna, segretario generale Uil Scuola, annuncia che «ora vigileremo che gli impegni assunti si traducano in atti concreti». E perfino Veltroni va all'incasso: «Vedo che il governo sulla scuola fa una completa marcia indietro. Ora tutte le prediche che ci avevano fatto, le lezioncine rivolte a noi e a quanti osavano criticare, che fine hanno fatto?». La pensa così anche il ministro ombra Mariapia Garavaglia e la responsabile scuola del Pd, Maria Coscia, che però più prudente aggiunge: «Non è chiaro se, come sarebbe consequenziale, con le scelte di oggi si sospendono anche i tagli. Se così non fosse ci troveremmo di fronte all'ennesima operazione di facciata».

27 novembre 2008

TUTTI IN PIAZZA SABATO 29 NOVEMBRE









Sabato 29 Novembre 2008

IN PIAZZA FERRETTO A MESTRE

h. 15,30

Concentramenti:

GENITORI, INSEGNANTI, PERSONALE ATA, PRECARI – IN PIAZZETTA COIN

STUDENTI MEDI E UNIVERSITARI – PARK CANDIANI


VIENI ANCHE TU CON UN SACCHETTO BLU


H. 16,00

FESTA DI PROTESTA....

CON LA SCUOLA SEMPRE IN TESTA


INTERVENTI, MUSICA LABORATORI PER BAMBINI, RISTORO.


IL GOVERNO E' IN DIFFICOLTA', L'ONDA FA SENTIRE I SUOI EFFETTI.


PER DIRE NO ALLA RIFORMA DEI TAGLI CHE DISTRUGGE LA SCUOLA


PER DIRE SI A PIU' RISORSE ALLA SCUOLA E ALL'UNIVERSITA' APERCORSI CONDIVISI DI RIFORMA CHE PARTONO DAL BASSO.


STUDENTIPICCOLIMEDIGRANDIPRECARIPRESENTIPASSATIFUTURIGENITORIDOCENTINONDOCENTIPERSONALETECNICOAMMINISTRATIVODIRIGENZIALE


MOVIMENTO VENEZIANO PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA





Dall’infanzia all’università tutta la scuola sulla cresta dell’onda. Riparte anche l’altra metà dell’onda, l’onda lunga, quella di genitori e insegnanti, lavoratori precari, docenti e non, assieme a quella giovane e tumultuosa del movimento degli studenti. Ma tenere tutto assieme fisicamente è un’impresa difficile. L’attività nella città anfibia, che non ha mai visto sosta nell’ultimo mese, attraversando le grosse manifestazioni del 10 e del 30 di ottobre, si prepara a una nuova settimana di mobilitazioni. È il tema della cultura a dominare le iniziative infrasettimanali, ma purtroppo anche qui sfioriamo ogni giorno quella tragedia che si è consumata a Rivoli. Nonostante gli sforzi del bilancio comunale, lo stato in cui versano le scuole è spesso penoso e ad alto rischio: è di questi giorni l’evacuazione di 4 classi alla elementare S. Girolamo e mercoledì 26, in mancanza di interventi adeguati, si terrà un presidio al Consiglio Comunale. L’Istruzione artistica, Licei e Istituto d’arte, scendono in piazza a Mestre mercoledì 26, contro “il ridimensionamento delle discipline artistiche e di laboratorio” nel Paese che conserva la parte più cospicua del patrimonio artistico mondiale. Ancora il 26 scuola aperta al Circolo Diaz. Il 28 novembre l’onda anomala si rovescia a Palazzo Grassi, luogo simbolico di una tendenza globale che si evidenzia anche a Venezia, dove la cosiddetta Cultura con la C maiuscola, diviene un terreno di investimento immediatamente produttivo su cui si dispiega una mole impressionante di lavoro precario e dequalificato, sia cognitivo che materiale, sia indigeno che migrante. All’IUAV, venerdì 28 dibattito su (D)istruzione pubblica: scuola, università e ricerca nell’era Gelmini. Sabato 29 mattina il comitato genitori del Comprensivo Colombo di Chirignago va in piazza a con striscioni e gazebo per dibattere, manifestare e giocare con i bambini.

Infine sabato 29 dalle 15.30 alle 19 in piazza Ferretto a Mestre, le due onde, ricche della loro complementarietà, invaderanno e si incontreranno realmente nella storica piazza di Mestre, provenienti da piazzetta Coin e dal park Candiani. Dal palco centrale si terrà una maratona di brevi interventi, alternati da musica, satira e letture. Punti attrezzati: video, animazione piccoli e ristoro/giovani. Poi concerto finale. Movimento veneziano per la difesa della scuola pubblica

29 ottobre 2008

IL CONSIGLIO DI CIRCOLO DEL 1° CIRCOLO DIDATTICO DI SPINEA APPROVA UN DOCUMENTO DI DISSENSO AI PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO SULLA SCUOLA


Ieri Martedì 28 ottobre il Consiglio di Circolo del 1° circolo didattico di Spinea si è riunito in assemblea straordinaria per discutere dei provvedimenti del governo in materia di scuola conosciuti sotto il nome di "decreto Gelmini". Di seguito viene riportato il testo integrale del documento approvato. Si ricorda che esiste un comitato genitori-insegnanti con lo scopo di mantenere vivo il dibattito e la protesta. Per info sul comitato lasciare indirizzo e-mail sul blog o contattare Stefano Comin 349 3163448.



Il testo della Mozione:



Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca
On. Maria Stella Gelmini
Al Dirigente Regionale del Veneto
Al Sindaco del Comune di Spinea
Al secondo Circolo didattico
Ai capigruppo in consiglio Comunale di Spinea
Ai genitori del Primo Circolo didattico di Spinea
Alle OO.SS.
Agli organi di stampa


I componenti del Consiglio di Circolo del primo Circolo Didattico di Spinea riuniti in data 28 ottobre 2008, preso atto delle disposizioni in materia scolastica contenute nella Legge 133/08 e nel DL 137/08 (avente per oggetto "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università” che prevede, tra le altre cose, il ritorno della scuola primaria alle 24 ore e all'insegnante unico ), esprimono il proprio dissenso riguardo agli interventi normativi emanati e proposti in quanto si ritiene che:

nel panorama dell’Istruzione in Italia, la Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria siano quelle che, più di ogni altro ordine di scuola, hanno saputo innovare in questi anni le proprie metodologie didattiche in funzione dei progressi scientifici e pedagogici, rispondere alle esigenze formative della società e venire incontro ai cambiamenti dei ritmi di vita e di lavoro delle famiglie.

Il superamento della figura del “maestro unico” è avvenuta quasi vent'anni fa, a seguito di un grande dibattito. E' stata una riforma largamente condivisa, risultato di un confronto serio e appassionato tra le varie componenti coinvolte nel processo educativo. Questa modalità, democratica e partecipativa, ha favorito il coinvolgimento dei Docenti, che in questi anni hanno sentito di impegnarsi per qualcosa in cui credevano.
La presenza di più insegnanti nelle classi con relativa compresenza, ha permesso:
1. l’ampliamento dell’orario scolastico con un preciso rinnovamento didattico-culturale volto ad offrire risposte adeguate ad una crescente e forte esigenza sociale;
2. l’integrazione dei bambini diversamente abili all’interno delle classi con superamento delle scuole speciali e delle classi differenziali;
3. l’ampliamento dell’offerta formativa attraverso le ore di compresenza, che permettono la formazione di gruppi di alunni per laboratori e per interventi di approfondimento curricolare consentendo tra le altre cose l’effettuazione di uscite e visite didattiche;
4. l’accoglienza, l’integrazione e l’inclusione degli alunni stranieri in continuo aumento all’interno del nostro Circolo.
Con l’introduzione del maestro unico spariranno le compresenze; quindi:
· non sarà più possibile impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto; ogni insegnante tornerà ad essere solo di fronte alla classe, alla didattica, alla psicologia delle bambine e dei bambini;
· non saranno più possibili le uscite didattiche nel territorio;
· l’aumento degli alunni per classe, in aule che spesso risultano non adeguate allo svolgimento delle normali attività anche per il solo formale rispetto delle norme di sicurezza, ridurrà la socialità e il rapporto personale con gli insegnanti;
· si ridurrà drasticamente la possibilità di integrazione dei bambini con disabilità e degli alunni stranieri di recente immigrazione;
· si svuoteranno di valenza educativa e istruttiva le ore pomeridiane affidate a figure esterne al sistema scolastico con forti rischi per le famiglie a cui potrebbe essere richiesto un finanziamento supplementare.
L’insegnante unico con classi più numerose e meno tempo a disposizione:
· non potrà adattare il proprio insegnamento in funzione dei ritmi e delle esigenze dei singoli bambini, né dedicare loro l’attenzione necessaria;
· non potrà svolgere attività formative a piccoli gruppi e con metodologie innovative come i laboratori;
· dovrà limitare l’insegnamento all’alfabetizzazione di base, trascurando l’approfondimento e altre attività creative, importanti per la crescita equilibrata degli alunni;
· non si confronterà con gli altri docenti né in fase di programmazione didattica né in fase di valutazione degli alunni;
· non avrà tempo da dedicare al rapporto con le famiglie.
Verranno inoltre ridotti l’organico e le risorse destinati agli alunni diversamente abili la qualità dell’insegnamento della lingua straniera peggiorerà rispetto a quello impartito dall’insegnante specializzato.
Relegare l'attività didattica nelle 24 ore del mattino, in una realtà dove la necessità di un tempo scolastico prolungato è dettata dai ritmi di lavoro delle famiglie, significa reintrodurre delle forme di "attività alternative" pomeridiane, affidate a servizi “esterni”, gestiti da personale meno preparato (e meno pagato, altrimenti non si capisce dove se ne ricaverebbe un risparmio) degli insegnanti attualmente occupati a scuola. Un’ulteriore forma di dequalificazione di un servizio che è tra i più preziosi ed importanti, la vera scommessa per il futuro.
Non è in discussione solo la perdita di posti di lavoro, ma il diritto all’istruzione nella scuola pubblica: un Paese che non investe sulla Scuola non investe sul futuro.
Non si può imparare rimanendo meno a scuola.
Nell'ultima ricerca internazionale sulla scuola primaria (IEA-Pirls del 2006) l'Italia si è classificata settima nel mondo e seconda in Europa. Dunque questa è una scuola che funziona, ma per mantenere tali risultati è indispensabile investire risorse e tempi adeguati.
I componenti del Consiglio di Circolo si impegnano a mettere in atto tutte le iniziative che potranno coinvolgere genitori e cittadini in una riflessione più articolata sul senso e sul modo di fare scuola oggi.Chiedono che il decreto legge n. 137 del 1/09/2008 venga ritirato.
Chiedono inoltre che il presente documento sia proposto a tutte le assemblee di classe delle scuole del Circolo e che sia portato a conoscenza di tutti i genitori.
Approvato all’unanimità dal Consiglio di Circolo nella seduta straordinaria del 28 Ottobre 2008
Presenti:
Dirigente Scolastico: Dr. Giorgio Baratella
Componente Genitori Docenti

Bezze Ivan Langella Rosalba
Biancon Bruno Quaglietta Maria Carmela
Brugnera Gaetano Santarelli Rosa Concetta
Cipriano Deborah
Comin Stefano
Frantoi Marco
Limongelli Vincenzo
Tiffi Patrizia

24 ottobre 2008

SALA CONSILIARE GREMITA


Sala consiliare al completo ieri sera a Spinea - alcuni cittadini sono rimasti sulla porta - per seguire il dibattito organizzato dal Coordinamento Cittadino Spinea per il cambiamento, sul Decreto Gelmini - Tema: LA SCUOLA CHE NON VOGLIAMO.
Il dibattito che è seguito è stato ricco di contenuti. La relazione dettagliata del Segretario Regionale della FLC-CGIL Alvise Scarpa ha illustrato tutta la manovra restrittiva messa in campo; il decreto 130 con gli articoli imputati ai tagli di 7 miliardi e 832 milioni di euro(Brunetta).
Lo scenario delineato attraverso i tre punti cardine elaborati dal governo di centro destra: 1- Riduzione del personale, 2-Revisione della rete scolastica (soppressione non ampliamento), 3 Revisione ordinamentale.
Fino ad arrivare al decreto 133 (Gelmini) con l'art. 4 (maestro unico), il pseudo contributo scolastico di 20 mln di euro (600 euro per scuola), riduzione dell'offerta scolastica a 24 ore.
E' seguito l'intervento del Prof. Ubaldo Rizzo, che con la sua competenza da ex insegnante e Direttore scolastico proprio a Spinea, ha contribuito alla comprensione entrando nel merito del riflesso che l'effetto del decreto avrà sulle didattiche scolastiche e sulla possibilità di apprendimento degli scolari, viste le riduzioni a 24 ore con ben 9 discipline diverse, e sul ruolo nel quale si troveranno ad interagire i docenti che dovranno gestire una didattica moderna (i programmi sono rimasti gli stessi) con una gestione oraria e metodologica (maestro unico) degli anni 50.
Ha concluso le relazione un rappresentante della zona sindacale CGIL Miranese.
Il dibattito che ne è seguito ha fatto chiaramente emergere la necessità di difesa del patrimonio scolastico di ricchezza e di valori, (patrimonio di plessi, di moduli a tempo pieno) che il territorio di Spinea ha fino ad oggi creato e che i decreti rischiano di disperdere, con la proprosta che sia l'attuale Amministrazione Comunale, che in questo momento si trova a gestire e preservare l'attività scolastica, a difenderlo affiancando i cittadini. Si è proposto quindi di chiedere attraverso un dibattito in Consiglio Comunale aperto ai cittadini con un ordine del giorno sul decreto e sui riflessi che potrà avere sul sistema scolastico di Spinea.
I numerosi interventi che si sono susseguiti hanno evidenziato l'esigenza di informazione e di divulgazione dei contenuti che pedagogisti e specialisti della formazione stanno cercando di diffondere e che invece vengono oscurati dal controllo dell'informazione. E' emersa così l'esigenza di costituire un Comitato di genitori e di insegnanti di Spinea, anche attraverso una petizione che avrà la funzione oltre che dimostrativa, anche di divulgazione dei contenuti della protesta oltre che quello di testimonianza diretta dei cittadini coinvolti.
E' stato suggerito di usare il mezzo informatico, questo Blog che potrebbe diventare strumento popolare e democratico di collegamento con tutti i soggetti diversi che sono attualmente impegnati nell'articolazione del dibattito.
L'invito è quindi di interagire con i commenti che tutti i genitori, insegnanti, studenti si sentano di fare, postando sotto a questo articolo i loro pensieri cliccando sulla parola "commenti".
PS -
Per inserire un vostro commento basta cliccare sulla voce "commenti", dopo aver scritto il proprio pensiero, basta seguire le semplici istruzioni, si può facilmente metterlo in onda, qualche minuto dopo sarà leggibile da chiunque. Provare per credere.

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